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Categoria: News

Scuola Superiore per Consulenti e Formatori del Benessere

SOCIETA' ITALIANA DI SCIENZE DEL BENESSERE

SOCIETA’ ITALIANA DI SCIENZE DEL BENESSERE

A seguito dell’approvazione da parte del Comitato scientifico di SISB, presieduto dal dr. Gastaldi, dello statuto, del programma e del piano di studi presentato dalla Direttrice Responsabile,.dr.ssa Elena Bertone, la Società Italiana di Scienze del benessere ha ammesso alla sua certificazione provata le seguenti scuole:

  1. Scuola di Alta Formazione per Consulente Psicobiologico del Benessere 
(10 moduli da 120 euro, triennale on line, conseguimento Diploma di 1° livello: da 8 a 36 mesi).
  2. Scuola Magistrale per Consulente e Formatore Psicobiologico del Benessere 
 (6 moduli da 120 euro, biennale on line, conseguimento Diploma Magistrale di 2° livello: da 6 a 24 mesi).

Le due scuole, secondo i riferimento al nuovo ordinamento accademico in materia di percorsi di studio, è articolato in un Diploma di primo livello che certifica un Monte ore di 1000, e uno di secondo livello, Magistrale, che certifica un monte ore di 600.

Si ricorda che l’accesso alla società italiana di scienze del benessere, previo superamento dell’esame Nazionale on line, è consentito a condizione che si possano vantare un monte ore di 1200 o di 1800, a seconda che si tratti di inserimento del registro A, o in quello B professionale.

Elenco scuole counseling escluse dalla legge n°4 del 2013

Elenco scuole counseling escluse dalla legge n° 4 del 13 gennaio 2013

SI RICORDA CHE LA LEGGE N°4 DEL 2013 NON RICONOSCE NE’ REGOLAMENTA O DISCIPLINA L’ATTIVITA’ DI COUNSELING (come qualsiasi altra attività professionale) MA SI LIMITA A ISTITUIRE UN ELENCO DELLE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA, LA CUI APPARTENENZA E’ FACOLTATIVA E NON VINCOLANTE.
Essa non abilita o “riconosce” in alcun modo l’esercizio del Counseling, limitandone la legittimità soltanto a coloro che appartengano a una delle associazioni di cui all’Elenco.
Ogni affermazione ingannevole circa il preteso “riconoscimento” del counseling tramite questa legge è falsa e sarà perseguita penalmente.

Elenco scuole Counseling

SOCIETA’ ITALIANA DI SCIENZE DEL BENESSERE

Una recente sentenza del Tar del Lazio ha escluso Assoounseling dall’elenco delle associazioni di categoria che rientrano nei criteri di cui alla legge n° 4 del 14 gennaio 2013 sulle professioni non organizzate in albi.
Ciò significa che tutte le scuole che Assocounseling “riconosceva” come riconosciute da se stessa, non rientrano nei criteri stabiliti dalla legge,  in ordine al principio fondamentale secondo il quale una professione non può svolgere attività che siano di competenza di altre categorie professionali già esistenti.

Nel caso specifico, il Counseling “riconosciuto” da Assocounseling e insegnato dalle scuole “riconosciute” da questa associazione, è stato ufficialmente considerato, sia a livello giurisprudenziale, sia a livello ministeriale dal Ministero dello sviluppo economico  e dal Ministero della salute, come attività sovrapponibile a quella dello psicologo.


Elenco scuole CounselingIn pratica, tutte le scuole elencate da Assocounseling come da essa “riconosciute”, devono essere pacificamente e inequivocabilmente considerate scuole il cui insegnamento non è conforme ai criteri della legge in questione e, sovrapponendosi a quello volto alla formazione di psicologi clinici, suscettibile di configurare  la fattispecie di reato di abuso della professione di psicologo.

Per verificare quali siano le scuole e i corsi “riconosciuti da Assocounseling” e quindi NON RICONOSCIUTI dal Ministero ai fini dell’inclusione nell’elenco di cui alla legge n° 4 del 2013, cliccare sui link seguenti:

http://www.assocounseling.it/scuole/elencoscuole.asp

http://www.assocounseling.it/scuole/cercacorsodo.asp?regione=IT09

Come la legge in questione, anche la Società italiana di scienze del benessere, ente di certificazione indipendente, non riconosce, quindi, tutte le scuole di cui all’elenco fornito da Assocounseling. Si richiama l’attenzione sul fatto che  Assocounseling è stata esclusa direttamente dall’elenco di cui alla legge in questione, e quindi tutte le scuole da essa riconosciuta, in quanto conformi ai criteri da essa stabiliti, sono escluse dall’applicazione della legge n°4 del 2013.

Elenco scuole CounselingIl dato più importante, tuttavia, sta nel fatto che, indipendentemente dall’esclusione dall’elenco di cui a tale legge, il Ministero e il Tar del Lazio hanno chiaramente e inequivocabilmente considerato l’insegnamento fornito dalle scuole di Counseling riconosciute da Assocounseling come sovrapponibile a quello dello psicologo, con la conseguenza che lo svolgimento della relativa attività da parte di chi non sia psicologo abilitato si traduce in un reato di rilevanza penale.

Si ricorda, quindi, che ai fini della certificazione  privata fornita dalla Società italiana di scienze del benessere circa i requisiti di legittimità e corrispondenza alle leggi in vigore dell’attività di Counseling, tutte le scuole di cui all’elenco fornito da Assocounseling non possono ottenere il riconoscimento da parte della Società italiana di scienze del benessere e tutti i relativi diplomati non possono accedere all’esame nazionale privato della Società italiana di scienze del benessere.

Per approfondimenti:

http://www.scuoladicounselingtorino.it/assocounseling-fuori-dallelenco-delle-associazioni-legge-n-4-del-14-gennaio-2013/

L’unica forma di Counseling legittimamente praticabile: il counseling psicobiologico

Operatore olistico-operatore del benessere

Operatore olistico-operatore del benessere
titolo non legalmente valido


Operatore olistico

SOCIETA’ ITALIANA DI SCIENZE DEL BENESSERE

Come altri enti di certificazione, la Società italiana di scienze del benessere informa i cittadini che  è in atto una campagna pubblicitaria di disinformazione che tende a illudere circa l’esistenza di una non meglio definita validità legale dei titoli di studio rilasciati da scuole per operatore olisticio o operatore del benessere.

A tutela del diritto dei cittadini ad essere informati correttamente, la società italiana del benessere chiarisce come un titolo legalmente valido è soltanto quello che viene rilasciato da scuola, università o ente riconosciuto espressamente da un’apposita legge statale.  Non è tale la legge n° 4 del 14 gennaio 2013, che viene ingannevolmente invocata per sostenere l’equivoco secondo cui le scuole appartenenti all’elenco di cui alla legge in questione rilascerebbero titoli legalmente validi.

Il dato è assolutamente falso.

Si ricorda anche che i titoli rilasciati da  scuole per operatori olistici, operatori del benessere, counselor o naturopati non abilitano all’esercizio della professione.
Per legge, l’abilitazione all’esercizio della professione è tale soltanto se regolamentato e disciplinato da una apposita specifica legge dello Stato, e non una legge, come la n° 4 del 14 giugno 2013, che si limita a prevedere criteri per l’appartenenza a un elenco di associazioni di categoria.

Operatore olisticoÈ inoltre utile ricordare che la legge in questione non ha alcun valore vincolante, per cui non esiste alcun vantaggio di tipo legale o di altro tipo, a conseguire un titolo presso una scuola che faccio parte di un’associazione di cui all’elenco della legge in questione.

Infatti, si ricorda che chiunque può legittimamente operare qualificandosi come operatore olistico o operatore del benessere, così come naturopata o counselor, dal momento che queste qualifiche si riferiscono a discipline che non sono organizzate e regolamentate da un’apposita legge dello Stato.

La certificazione fornita dalla Società italiana di scienze del benessere, quindi, esattamente come quella fornita dagli enti di certificazione di cui alla legge n° 4 del 2013, è una certificazione privata, che non abilita all’esercizio di professioni (dal momento che queste non sono regolamentate dalla legge) e attesta la conformità degli studi e delle competenze apprese dal socio rispetto alla normativa di legge in materia di esercizio di attività di consulenza (art. 2222 e seguenti del Codice Civile) e di rispetto delle competenze di altre categorie professionali.

Si veda, per approfondimenti:
http://www.naturopatiatorino.org/il-naturopata.html

Scuole di naturopatia e legge n° 4 del 2013: attenti alle truffe!

 

SISB

Elenco nazionale dei Consulenti del Benessere certificati SISB

Elenco nazionale ufficiale dei Consulenti del Benessere certificati SISB

A10010CLa professione di counselor ad indirizzo psicobiologico, di Consulente in naturopatia scientifica o in altre scienze della salute e del benessere, o quella di Consulente del benessere può essere esercitata solo ed esclusivamente a seguito della conclusione di un percorso formativo certificato dalla Società Italiana di Scienze del Benessere e dalla Università popolare di scienze della salute psicologiche e sociali, e previo superamento dell’esame individuale per Consulenti del benessere SISB, ai fini della certificazione e dell’inserimento nell’apposito elenco nazionale.
Le professioni per le quali l’Università popolare di scienze della salute psicologiche e sociali prevede un percorso formativo certificato sono professioni autonome, i cui contenuti, scopi e codici deontologici sono stati disciplinati e regolamentati esclusivamente dalla Università popolare di scienze della salute psicologiche e sociali e sono certificati esclusivamente dalla Società Italiana di Scienze del benessere. Esse non vanno confuse con quelle di cui ai titoli forniti dalla rete commerciale delle Scuole e delle associazioni di categoria che rimandano a pratiche generiche di cui alla legge n.° 4 del 14 gennaio 2013.

Le attività professionali certificate da UNIPSI e dalla Società Italiana di Scienze del benessere, quindi, sono esercitabili a norma di una Legge superiore a quella generica n° 4 del 14 gennaio 2013 (cui le organizzazioni commerciali in materia si riferiscono), la cui legittimità è garantita costituzionalmente e, in quanto attività di consulenza, può essere legittimamente esercitata in Italia a norma di Legge, e specificamente del Codice Civile (articoli 2222 e seguenti) e in tutti i paesi del mondo i quali riconoscano l’attività di consulenza come prestazione d’opera intellettuale.
Inoltre, solo le attività professionali certificate da UNIPSI e i titoli da essa rilasciati sono conformi alle direttive e ai criteri che impongono a tutte le professioni l’adesione rigorosa ai principi e al metodo scientifico per quanto riguarda l’impianto teorico, metodologico e l’ esercizio pratico della professione.
Le attività professionali certificate da UNIPSI e dalla Società Italiana di Scienze del benessere, quindi, sono le uniche a rispondere ai requisiti di rigore scientifico e di definizione autonoma di scopi e contenuti cui ogni futura legge di regolamentazione in materia di Scienze del Benessere dovrà fare riferimento.
UNIPSI e la Società Italiana di Scienze del benessere, in coerenza con il loro Statuto e i loro principi deontologici, rifiutano, quindi, di certificare titoli, attività formative e professionali che non rispondano ai precisi requisiti imposti dalla Università popolare di scienze della salute psicologiche e sociale e certificati a norma del Codice deontologico dei consulenti del benessere dalla Società italiana di scienze del benessere.
L’esercizio di queste professioni quindi, è consentito soltanto a coloro che abbiano completato un percorso certificato da UNIPSI e, a seguito del superamento dell’esame nazionale di certificazione individuale, dalla Società Italiana di Scienze del benessere, e la loro disciplina si pone al di fuori della rete commerciale delle professioni non regolamentate in materia di counseling e naturopatia tradizionali (cui le scuole relative fanno riferimento, richiamando la legge numero quattro del 14 gennaio 2013).
Si ricorda che la legge n.° del 14 gennaio 2013, inutilmente evocata da scuole e organizzazioni di categoria, è una legge non vincolante, e non prevede alcun riconoscimento delle professioni. In pratica, chiunque può legittimamente esercitare, nel rispetto della normativa vigente e della competenza di altre categorie professionali, le stesse professioni di cui all’elenco previsto dalla legge in questione, senza aver conseguito titoli presso le relative scuole e senza aver mai fatto parte di tali associazioni di categoria. Si diffida qualsiasi organizzazione o persona dal diffondere l’idea ingannevole che la presa d’atto, da parte di questa legge, dell’esistenza di associazioni di categoria costituisca una sorta di certificazione o abilitazione dello Stato o, peggio, di regolamentazione legislativa della professione.
Non esistendo la categoria giuridica del “riconoscimento” di una professione, la sua disciplina e regolamentazione legislativa potrebbe venire soltanto da una specifica legge dello Stato che preveda un percorso di formazione accademico, con relativo tirocinio ed esame di Stato ai fini dell’iscrizione ad un apposito albo professionale. La legge cui scuole e organizzazioni di categoria in materia di counseling e naturopatia commerciale fanno riferimento, invece, si limita a prendere atto dell’esistenza di tali associazioni senza regolamentare alcunché, senza riconoscere alcunché e permettendo a qualunque associazione di categoria di accedere a tale elenco, purché il suo oggetto sia conforme alla legislazione vigente. Ciò significa che possono esistere, e infatti esistono, molte e differenti associazioni di categoria aventi per oggetto la stessa professione che si riconoscono in questa legge e che pretendono di definire i criteri della stessa professione, ma utilizzando ciascuna i propri. Per esempio, esistono associazioni di categoria che raggruppano ciascuna scuole di Counseling di differente impostazione, ciascuna delle quali definisce i propri criteri (spesso in contrasto con quelli di altre scuole e associazioni).
Si ricorda che la certificazione fornita da UNIPSI e dalla Società italiana di Scienze del benessere è una certificazione individuale, che attesta, previa registrazione e archiviazione di tutti gli esami scritti e della tesi dell’allievo, la competenza all’esercizio di tali professioni e la legittimità del loro esercizio a norma di legge (Codice civile: art.2222 e segg).

Si ricorda altresì che la legge n.°4 del 14 gennaio 2013 non regolamenta, né disciplina, nè riconosce alcuna professione, e quindi non costituisce titolo legalmente valido per l’esercizio di alcuna professione. Del resto, non essendo vincolante, essa non autorizza nessuno all’esercizio della professione né può vietare a nessuno che non sia iscritto a una associazione di categoria di esercitarla. Ogni affermazione contraria è falsa e sarà da noi perseguita in tutte le sedi giudiziarie competenti.

Inoltre, contrariamente a quanto ingannevolmente propagandato da scuole e associazioni di categoria di Counseling e naturopatia o altre discipline bionaturali l’esercizio, nel rispetto della legge e delle competenze di altre categorie professionali, dell’attività di counselor, di naturopata, di operatore del benessere o di discipline bionaturali è pienamente libero e legittimo per chiunque, indipendentemente dai titoli di studio conseguiti e dai titoli specifici in materia, nonché da illusori riconoscimenti forniti da tali scuole e associazioni.
Al contrario, l’esercizio della libera attività professionale di Consulente del benessere (nelle sue varie specializzazioni cui fanno riferimento le scuole certificate UNIPSI) è riconosciuto come conforme ai criteri che regolano tali professioni (certificate da UNIPSI) soltanto a coloro che abbiano concluso un percorso formativo certificato da UNIPSI e, a norma degli articoli 2222 del codice civile, esercitino una attività di consulenza in quanto prestazione d’opera intellettuale che sia certificata come conforme alle disposizioni di legge vigenti tramite l’esame individuale tenuto presso la Società Italiana di Scienze del Benessere.
I consulenti del benessere inclusi nell’elenco dei consulenti certificati SISB, quindi, esercitano a norma di legge la loro attività professionale. Tale attività, quindi, non può essere esercitata in maniera conforme ai principi, ai criteri e alle norme del Codice deontologico di cui alla certificazione della Società italiana di Scienze del benessere, da counselor, naturopati o altri operatori del benessere i quali non siano inclusi in tale elenco, poiché la loro attività non è stata certificata come rispondente ai rigorosi principi e requisiti imposti dall’Università popolare di scienze della salute psicologiche e sociali e a seguito di superamento dell’esame nazionale individuale della Società Italiana di Scienze del Benessere.

 

 

Condizioni di accesso all’Esame di Certificazione per Consulenti del Benessere SISB

A10010CSocietà Italiana di
Scienze del Benessere

 

Condizioni di accesso all’Esame di Certificazione Individuale per Consulenti del benessere SISB

Esame e relativa certificazione sono riservati esclusivamente a coloro che condividono principi, etica, contenuti e scopi che informano l’attività della Società italiana di scienze del benessere.
La certificazione rilasciata dalla Società Italiana di Scienze del benessere a seguito del superamento del relativo esame nazionale presenta caratteristiche autonome e specifiche  riguardanti la definizione del ruolo e delle competenze che devono essere conosciute, comprese e condivise da ogni Consulente del benessere.
Esse sono:

  • il consulente del benessere è un libero professionista che opera nell’assoluto rispetto della normativa vigente nell’ambito della consulenza secondo quanto disposto dagli articoli 2222 e seguenti del Codice Civile in materia di prestazione d’opera intellettuale. L’esercizio della professione non richiede il conseguimento di titoli di studio, di abilitazioni o certificazioni, perché capacità, conoscenze e competenze di ogni professionista che operi al di fuori dell’ambito sanitario e della regolamentazione legislativa in materia di attività professionali inserite all’interno di appositi albi nazionali deve essere libera e  il suo valore legale non può e non deve essere legato a quello di un titolo di studio.
  • L’attività professionale del consulente del benessere non può e non deve essere in qualunque modo limitata da ingannevoli obblighi di appartenenza a Federazioni, Sindacati o Associazioni di categoria. Il consulente del benessere è un libero professionista che opera nell’ambito delle Scienze del Benessere, e i cui limiti di esercizio all’attività di consulenza sono solo quelli generali previsti dalla normativa vigente nei diversi paesi in cui tale attività è esercitata, nonché dalla normativa specifica che definisce l’ambito di competenza e di attività di altre categorie professionali.
  • La consulenza del benessere riconosce come unico responsabile delle proprie azioni compiute in ambito professionale il consulente del benessere stesso, senza delegare tutta o parte di tale responsabilità a una sorta di “protezione” offerta da altri, siano essi associazioni di categoria, federazioni, sindacati, contratti di assicurazione privati e simili.
  • la libera attività professionale del consulente del benessere si colloca quindi all’interno della disciplina e della regolamentazione civilistica di ogni attività di prestazione d’opera intellettuale, al di fuori dell’ambito sanitario e di qualunque ambito operativo di tipo terapeutico secondo l’ottica biomedica.
  • La libera attività professionale del consulente del benessere si colloca anche al di fuori di qualsiasi tipo di regolamentazione di attività professionali le quali siano tali solo in quanto impongano l’appartenenza ad Associazioni di categoria.
  • In particolare, essa è posta sotto la disciplina civilistica degli articoli 2222 e seguenti in materia di prestazione d’opera intellettuale, e si colloca quindi al di fuori della disciplina prevista dalla legge numero quattro del 14 gennaio 2013 in materia di professioni non organizzate, in quanto l’attività professionale del consulente del benessere vuole porsi al di fuori di qualsiasi futura regolamentazione legislativa che, tradendo nei principi e contenuti, pretenda di collocarla in un ambito definito da altre categorie professionali.
  • A differenza di  ciò che avviene per i professionisti che si riconoscono all’interno di un albo professionale, infatti, una associazione di categoria in materia di professioni non regolamentate  definisce autonomamente i propri criteri di appartenenza e quindi ogni associazione di categoria professionale potrà definire in maniera diversa da altre tali criteri, creando confusione e impossibilità di definire contenuti e competenze dei professionisti che ad essa si associno. Diverso il caso dei professionisti che operano in quanto iscritti ad apposito albo professionale, perché quest’ultimo, a differenza delle associazioni di categoria, è regolamentato da una legge dello Stato specifica e da un codice deontologico anch’esso oggetto di specifica regolamentazione legislativa, per cui è la legge stessa che esclude la possibilità di definire in altro modo contenuti e competenze di tale professione.
  • L’appartenenza ad associazioni di categoria che siano inserite nell’elenco predisposto dal Ministero di Grazia e Giustizia secondo quanto dispone la legge numero quattro del 14 gennaio 2013, non permette di definire in maniera univoca e chiara i criteri di appartenenza a tali associazioni e quelli di competenza professionale, poiché la legge stessa non impone l’esistenza di una sola associazione di categoria per ogni professione, rappresentativa di tutti coloro che la esercitino, ma delega e lascia totalmente libere tutte le associazioni private di definire tali criteri di appartenenza di competenza. Contrariamente a quanto ingannevolmente affermato da scuole e associazioni di categoria in materia di discipline più naturali,  tale legge non ha assolutamente il compito di riconoscere alcunché, neppure la validità di tali criteri; essa infatti non ha il compito di riconoscerli,  ma si limita semplicemente ad attestare che essi non violino la legge e la competenza di altre categorie professionali.
  • L’appartenenza a un’associazione di categoria secondo la legge in questione, quindi, non fornisce alcuna garanzia ai cittadini circa conoscenze e competenze degli associati in conformità con i principi del pensiero del metodo scientifico e di un codice deontologico che sia rivolto alla promozione del benessere,  e, inoltre, include nell’elenco di tali associazioni tutte quelle che, non violando la legge, prevedono lo svolgimento di attività totalmente prive di utilità e di fondamento scientifico e quindi in contrasto con quelle di altre associazioni. Si pensi, per esempio, che questa legge permette a qualunque associazione di categoria di definire i criteri di appartenenza per astrologi, cartomanti, escort, avvisatori di ufo, e così via..  Infatti, purché i criteri per l’appartenenza a tali associazioni di categoria non siano in contrasto con la normativa vigente, qualunque associazione di categoria potrà definire autonomamente i propri criteri i quali, di conseguenza, saranno verosimilmente diversi o persino in contrasto con  quelli definiti da altra categoria che pretenderebbe di rappresentare la stessa professione. Si consideri, infatti, che a differenza di quanto avviene per gli ordini professionali, che sono unici per ogni categoria professionale, la legge in questione ammette l’esistenza di tutte le associazioni di categoria che vogliano definire i criteri di una professione, e non di una sola rappresentativa di tutti i professionisti che operano in quell’ambito.
  • La certificazione rilasciata dalla Società italiana di scienze del benessere, quindi, non intende per nulla sostituirsi alla responsabilità del singolo professionista, ma attestare in maniera chiara e inequivocabile come tale assunzione di responsabilità abbia fatto seguito a un percorso di formazione del quale la Società italiana di scienze del benessere testimonia la conformità ai principi del metodo scientifico e alle regole deontologiche che impediscono al consulente del benessere di svolgere attività in qualunque modo incompatibili con la promozione del benessere e sovrapponibili a quelle di altre categorie professionali.

La certificazione rilasciata dalla Società italiana di Scienze del Benessere non ha per oggetto contenuti e modalità di conduzione individuale della relazione di consulenza. Il benessere, infatti, può essere ricercato, mantenuto e accresciuto attraverso tutti gli strumenti, gli atteggiamenti, i comportamenti e gli strumenti che, nel rispetto del principio aureo “Primum non nocere”,  siano esclusivamente rivolti in positivo a promuovere la condizione di benessere della persona e mai, per nessun motivo e in nessun modo, siano rivolti alla cura di disturbi o patologie di qualsiasi tipo.

La certificazione rilasciata dalla Società italiana di Scienze del Benessere  ha quindi per oggetto l’accertamento della conoscenza e della piena consapevolezza del consulente del benessere relativamente a:
• principi fondamentali che regolano le scienze della salute in contrapposizione con quelle della malattia (scienze mediche e psicoterapeutiche)
•  visione e approccio alla salute secondo il modello biopsicosociale e non biomedico.
• conoscenza, adesione e condivisione dei principi  psicobiologici su cui si fonda la relazione d’aiuto, nella quale l’attenzione è rivolta alla persona nella sua globalità, e non a singole parti isolate di essa e tanto meno ai suoi disturbi e patologie.
•  conoscenza, adesione e condivisione del significato del pensiero razionale e scientifico  e dei principi e delle regole della ricerca  e della sperimentazione scientifica, in tutti i campi del sapere, nel rispetto del metodo scientifico e della ricerca  e  corretta diffusione e divulgazione di conoscenza che tenda alla massima condivisione possibile di significato, secondo criteri di oggettività, ripetibilità, affidabilità, verificabilità, impersonalità.

L’accesso all’esame è consentito soltanto a tutti coloro che, tramite autocertificazione, dichiarino di aver acquisito un titolo di certificazione conforme ai criteri del metodo scientifico e ai principi del Codice deontologico dei Consulenti del benessere (Diploma e certificazione UNIPSI di durata almeno annuale), o che, tramite autocertificazione dimostrino alla Commissione di esame di aver acquisito competenze e conoscenze analoghe tramite altri percorsi di studio e di formazione, pubblici o privati, e dichiarino espressamente di condividere principi etici e deontologici illustrati sul sito, nei testi e nel Codice deontologico SISB.
In particolare:
Il possesso di Diploma e certificazione UNIPSI è garanzia di rispetto, conoscenza e condivisione dei criteri di accesso all’esame. In questo caso il candidato può fare richiesta alla Commissione (associazione.sisb@libero.it) di partecipazione all’esame e riceverà indicazioni e password per scaricare i testi di preparazione all’esame e accedere ad esso. Se l’iscrizione all’esame e alla associazione SISB avviene entro un anno dalla data di conseguimento del Diploma UNIPSI (è sufficiente una dichiarazione in questo senso del candidato) la procedura è totalmente gratuita e comprensiva dell’invio della Certificazione SISB sulla casella di posta del candidato automaticamente e senza alcuna spesa sulla casella di posta del candidato. Altrimenti, quest’ultimo dovrà semplicemente procedere all’iscrizione alla associazione SISB, seguendo le indicazioni che gli verranno fornite, le quali comportano semplicemente il versamento tramite carta di credito della quota associativa SISB (comprensiva dell’iscrizione all’esame di Certificazione) di 15 euro.
Per quanto riguarda, invece, coloro che abbiano frequentato soltanto un corso di base UNIPSI o che abbiano seguito scuole DIVERSE di formazione in materia di discipline bionaturali, naturopatia, counseling e medicine alternative in genere, oppure abbiano conseguito titoli di laurea in scienze naturali, umane, psicologiche o sociali, o ancora abbiano superato esami attinenti argomenti materie oggetto della certificazione SISB, l’iscrizione all’esame è concessa alle seguenti condizioni:
che il candidato dimostri di condividere principi etici e metodologici della società italiana di scienze del benessere attraverso l’iscrizione all’associazione (costo: € 15)
che dimostri di possedere conoscenze e competenze sufficienti tramite la compilazione e l’invio del modulo di autocertificazione che la commissione gli invierà, su sua richiesta, nel quale potrà elencare (senza necessariamente allegare i documenti relativi, trattandosi di autocertificazione) i titoli conseguiti, gli esami superati, i corsi e le scuole frequentate.
Tutti i candidati potranno accedere all’esame attraverso la procedura in automatico (e che non richiede collegamento in tempo reale con la commissione di esame), seguendo le indicazioni che verranno loro fornite e inserendo la password di accesso all’esame, purché abbiano confermato, cliccando sull’apposita casella, di avere letto e approvato le condizioni di accesso all’esame contenute nel presente documento.

Modalità di svolgimento dell’esame:

Lo svolgimento dell’esame richiede l’accesso al sito (senza collegamento in tempo reale con la commissione d’esame) che il candidato potrà effettuare in qualsiasi momento, a partire da 30 giorni dopo l’iscrizione, e richiede l’uso della password inviatagli al momento dell’iscrizione, nonché la compilazione dei campi relativi ai suoi dati. Si ricorda che il documento di certificazione viene inviato, a seguito del superamento dell’esame, in automatico e sulla casella di posta che il candidato a esso stesso indicato. L’esame prevede la risposta a domande che tendono ad accertare la conoscenza e competenza in materia etica e deontologica nel campo della promozione del benessere. Il punteggio delle risposte è variabile a seconda che la risposta data dal candidato sia quella in assoluto preferibile per chiarezza ed esaustività, oppure sia da considerare accettabile oppure definitivamente scorretta o sbagliata. A seguito del superamento dell’esame il candidato non deve richiedere alla commissione alcunché, perché il documento di certificazione viene inviato, corredato dei dati del candidato, direttamente, automaticamente nel giro di poche ore sulla sua casella di posta elettronica. Se ciò non avviene, si richiede al candidato di verificare il contenuto della sua posta indesiderata nel quale la mela proveniente dalla Società italiana di scienze del benessere può essere stata dirottata, o che egli non abbia digitato correttamente i propri dati nonché il proprio indirizzo e-mail al momento dell’iscrizione all’esame.

 

 
A10010C

  Società italiana di scienze del benessere

Ente di certificazione e Associazione culturale senza scopo di lucro
Corso Einaudi 39 bis -10129 Torino
associazione.sisb@libero.it

Condizioni di rilascio della Certificazione SISB di tipo istituzionale

A10010C

Società Italiana di
Scienze del Benessere

Condizioni di rilascio della Certificazione SISB di tipo istituzionale

La certificazione SISB presenta due forme, modalità e scopi differenti. La prima forma di certificazione è quella individuale, la quale verifica e attesta, tramite un Esame nazionale, la legittimità e conformità dell’attività del singolo libero professionista in Consulenza del benessere alla normativa vigente, al metodo scientifico e ai principi etici del codice deontologico dei Consulenti del benessere.

La certificazione  istituzionale SISB è un titolo privato con il quale la Società italiana di scienze del benessere certifica quelle attività di insegnamento, formazione, educazione e promozione del benessere che siano svolte da enti, associazioni, scuole, studi e organizzazioni private che si riconoscano nei principi, dei contenuti e negli scopi delle Scienze del benessere. Questa  forma di certificazione è richiesta da quelle istituzioni private che vogliano con essa garantire la loro adesione a precise e chiare norme etiche, deontologiche, metodologiche di insegnamento, formazione e divulgazione di conoscenza, volendo operare nell’ambito delle scienze del benessere e quindi distinguersi e non essere confuse con le innumerevoli scuole, associazioni e organizzazioni commerciali che operano spesso perseguendo esclusivamente interessi economici e di potere.

Il mondo delle medicine alternative, delle discipline bionaturali, della naturopatia e del counseling è infatti  privo di una regolamentazione che definisca esattamente l’ambito di applicazione di queste discipline. Ciò ha reso possibile, da parte di organizzazioni e personaggi scaltri e motivati da puri interessi economici, la diffusione sul territorio nazionale di migliaia di organizzazioni, di scuole, associazioni e federazioni il cui scopo fondamentale è quello di speculare sull’interesse dei cittadini alla ricerca della salute e del benessere, prospettando sbocchi lavorativi illusori e inesistenti,  immettendo sul mercato sempre nuove tecniche di cura o rimedi privi di fondamento scientifico, fornendo una formazione superficiale e inapplicabile alla vita quotidiana, fondata su pratiche magiche, filosofie e religioni orientali, riferimenti spirituali, il tutto mescolato con pratiche di tipo medico o psicologico che non competono se non alle categorie professionali regolamentate dalla legge.

E’ quindi sempre più importante, per qualsiasi organizzazione, associazione, scuola, studio privato,  definire esattamente il proprio ambito professionale e distinguerlo in maniera autorevole, netta e precisa rispetto a quelle pratiche pseudo mediche diffuse sul mercato per puri scopi commerciali.

 In assenza della possibilità, da parte del potere legislativo, di legiferare in una materia che sfugge, per definizione, alla possibilità di regolamentare una attività in materia di cura della salute e del benessere se non individuando quelle pratiche che possano essere o diventare di competenza medica o psicologica, la Società italiana di scienze del benessere, forte di una esperienza più che ventennale in questo settore, è in grado di fornire una certificazione privata che fornisca precise garanzie in ordine alla serietà, professionalità dell’organizzazione, la quale intendono operare legittimamente nel campo delle scienze del benessere e non in quello della malattia.

La certificazione viene rilasciata, su richiesta dell’interessato, in forma assolutamente gratuita. Si richiede soltanto l’iscrizione alla associazione Società italiana di scienze del benessere da parte del responsabile dell’organizzazione a testimonianza della sua assunzione di responsabilità in ordine ai contenuti, i modi, le condizioni e i limiti entro i quali opera l’organizzazione che rappresenta.

Ai fini del rilascio della certificazione, la Commissione istituita per la valutazione di ogni organizzazione che ne faccia richiesta, sottoporrà a precisa analisi tutta la documentazione che l’organizzazione interessata fornirà alla Società italiana di scienze del benessere la quale possa consentire di valutare la conformità dei contenuti, delle modalità di insegnamento, degli scopi, dei principi etici e di rispetto del metodo scientifico, riguardo alle attività, i corsi, le scuole che l’organizzazione eroga e intende certificare.

A seguito di tale esame, e in caso di esito positivo (è richiesto l’invio di essa in forma digitale), la Commissione richiederà all’Ente richiedente la certificazione l’iscrizione alla associazione (il costo, politico, è di 15 euro) e invierà la documentazione relativa ai principi e ai criteri che si richiede di approvare ai fini del rilascio della certificazione. A seguito dell’iscrizione, l’Ente richiedente riceverà anche, insieme a tale materiale, un modulo di autocertificazione con il quale, nella persona del suo legale rappresentante, assumerà la responsabilità e gli obblighi derivanti da tale certificazione, ossia il rispetto di quanto indicato nel Codice deontologico. A seguito di ricezione di tale modulo firmato dal legale rappresentante, SISB invierà in formato digitale la certificazione richiesta, che avrà validità relativa all’anno solare, e potrà essere rinnovata ogni anno.

La certificazione della Società Italiana di scienze del benessere  attesta il possesso e l’assunzione di responsabilità circa tutte le caratteristiche sopra indicate, indispensabili perché l’organizzazione richiedente possa qualificarsi come legittimamente operativa nell’ambito delle scienze del benessere, secondo principi, metodi e codice deontologico della Società italiana di scienze del benessere.

Richiesta e materiale informativo relativo alle attività dell’ente richiedente, possono essere inviati via e-mail a:

associazione.sisb@libero.it